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IL TRADIMENTO
I

Mi è sempre sfuggito come, attraverso un semplice sorriso, certe persone ti fiondano nell’iperuranio per poi mollarti e farti cadere sulla dura realtà. Come ci sono finito io, frattaglie di un Icaro emotivo.
Vorrei avere per un giorno quel super potere di trasformare le persone in budini irrazionali.
Mi aveva abbandonato per il fantasma della mia gelosia.
Una mia paura fatta di labbra, orgasmi e rabbia.

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IL TRADIMENTO

I

Mi è sempre sfuggito come, attraverso un semplice sorriso, certe persone ti fiondano nell’iperuranio per poi mollarti e farti cadere sulla dura realtà. Come ci sono finito io, frattaglie di un Icaro emotivo. Vorrei avere per un giorno quel super potere di trasformare le persone in budini irrazionali. Mi aveva abbandonato per il fantasma della mia gelosia. Una mia paura fatta di labbra, orgasmi e rabbia.

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II

Puoi ribellarti quanto vuoi, ma alla fine dei conti perderai. Le anime sole non vincono mai quando si gioca con i sentimenti. Per questo ho incominciato a fregarmene a vivermi la vita come capita, senza badare troppo a cosa potrebbe succedermi da qui al prossimo week-end. Credo che questa mia disillusione universale derivi forse dalla continua depressione che mi attanaglia.

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III

Nonostante il tedio esistenziale ho sempre avuto una forza istintuale che mi ha sempre spinto verso degli obiettivi.
Per controbilanciare questa mia attitudine alla serietà ho da sempre ricercato quella scossa magica, capace di svoltare le giornate di merda, senza però diventare tossicodipendente.

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AMBIGUITA’

I

Mi sentivo estremamente coraggiosa nell’andare da sola in discoteca. Non era nulla di che come posto, ma ero riuscita svincolarmi a tutte quelle amicizie di appoggio, comode quanto dannose, e ad essere accompagnata ovunque andassi con un partner maschile.

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II

La mia serata era iniziata molto prima di tutti gli avventori.
Diligentemente avevo tagliato limoni, lime e aranci mettendoli nei tupperware in modo tale da conservare l’odore. Pulii le saliere e le riempii, lucidai il balcone in acciaio e gli specchi posti dietro alle file ordinate di super alcolici.

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III

Ai tempi trovavo piacere nell’essere immersi da un brulicare di voci e di persone.
Trovavo una tranquillità familiare in quell’entropia umana, soprattutto dopo una giornata di lavoro, con quei finti rapporti formali, quella freddezza e paura di essere accoltellati alle spalle da un momento all’altro.

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TRIANGOLAZIONI D’ODIO

I

Mi sono stufato di farti da spalla ogni volta che usciamo, è incredibile come poi riusciamo ad annoiarci. Probabilmente hanno ragione tutte quelle persone a prendere cose interessanti per rendere più interessante tutto questo sudiciume>>

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II

Arrivai in ritardo. I capelli afro non sono così facili da dominare, e non potevo presentarmi come uno straccione. Finalmente ero entrato nei giro dei giusti, che potevano portarmi a fare interessanti contatti lavorativi.

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III

Mi è successa una cosa strana questo weekend.
Sono stato insultato e picchiato.
E non ho neppure usato sostanze divertenti!
I miei “amici” hanno finalmente capito che non me ne frega nulla di nulla, se non vivermela bene. 

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II

Puoi ribellarti quanto vuoi, ma alla fine dei conti perderai. Le anime sole non vincono mai quando si gioca con i sentimenti. Per questo ho incominciato a fregarmene a vivermi la vita come capita, senza badare troppo a cosa potrebbe succedermi da qui al prossimo week-end. Credo che questa mia disillusione universale derivi forse dalla continua depressione che mi attanaglia.

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III

Nonostante il tedio esistenziale ho sempre avuto una forza istintuale che mi ha sempre spinto verso degli obiettivi.
Per controbilanciare questa mia attitudine alla serietà ho da sempre ricercato quella scossa magica, capace di svoltare le giornate di merda, senza però diventare tossicodipendente. In breve mi drogo di emozioni, di persone e di situazioni, acuendo la mia sensibilità. Questo mio comportamento prende a schiaffi le emozioni degli altri, tanto da essere stata definita la principessa puttana, ma, capita di avere rimorsi.

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AMBIGUITA’
I

Mi sentivo estremamente coraggiosa nell’andare da sola in discoteca. Non era nulla di che come posto, ma ero riuscita svincolarmi a tutte quelle amicizie di appoggio, comode quanto dannose, e ad essere accompagnata ovunque andassi con un partner maschile.

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II

La mia serata era iniziata molto prima di tutti gli avventori.
Diligentemente avevo tagliato limoni, lime e aranci mettendoli nei tupperware in modo tale da conservare l’odore. Pulii le saliere e le riempii, lucidai il balcone in acciaio e gli specchi posti dietro alle file ordinate di super alcolici.

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III

Ai tempi trovavo piacere nell’essere immersi da un brulicare di voci e di persone.
Trovavo una tranquillità familiare in quell’entropia umana, soprattutto dopo una giornata di lavoro, con quei finti rapporti formali, quella freddezza e paura di essere accoltellati alle spalle da un momento all’altro. Per una strana combinazione di eventi, in città ero conosciuta in tutti i luoghi di aggregazione sociale, potevo così semplicemente uscire e vedere come sarebbe andata la serata, intuendo a priori che mi sarei comunque divertita.

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TRIANGOLAZIONI D’ODIO
I

Mi sono stufato di farti da spalla ogni volta che usciamo, è incredibile come poi riusciamo ad annoiarci. Probabilmente hanno ragione tutte quelle persone a prendere cose interessanti per rendere più interessante tutto questo sudiciume>>
Le dita ben curate si avvicinarono alla bottiglia di gin, mentre l’altra mano versava inavvertitamente l’acqua tonica a terra.

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II

Arrivai in ritardo. I capelli afro non sono così facili da dominare, e non potevo presentarmi come uno straccione. Finalmente ero entrato nei giro dei giusti, che potevano portarmi a fare interessanti contatti lavorativi.
Alla porta della disco, vidi la bionda volare fuori come una gazzella e come un brutto presentimento.

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III

Mi è successa una cosa strana questo weekend.
Sono stato insultato e picchiato.
E non ho neppure usato sostanze divertenti!
I miei “amici” hanno finalmente capito che non me ne frega nulla di nulla, se non vivermela bene. Ero schiantato con il negro e la biondina, a pensarci, che strano triangolo formavamo.

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